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Mostra blasfema in Chiesa: lettera aperta al Vescovo di Carpi

Siamo un gruppo di giovani e di famiglie, la maggior parte di Carpi, più altre da tutta l’Emilia Romagna.

In questo tempo di Quaresima una grande sofferenza attanaglia il nostro cuore e non ci dà pace: ci preme infatti mettere in luce tutto il disagio che è nato in noi dall’apprendere – dall’articolo della Nuova Bussola Quotidiana a firma di Andrea Zambrano – che nella Chiesa consacrata a Sant’Ignazio di Carpi è stata inaugurata la mostra intitolata “Gratia Plena”. Il nostro intento non è neanche solo giudicare le doti artistiche dell’autore e condannare il contenuto blasfemo e osceno che traspare dalle sue opere ma anche porre l’attenzione sul fatto che, proprio in tempo di Quaresima, su iniziativa della Diocesi di Modena e Carpi (in una chiesa  attualmente ancora consacrata!), si è deciso di allestire una mostra i cui contenuti costituiscono una grave offesa ai nostri occhi e alla nostra Fede più autentica.

Sul punto va detto che un’arte “sacra” che non sia di immediata comprensione da parte del fedele, se non facendo uso del relativo opuscolo, e che susciti invece sentimenti opposti rispetto a quelli che si dovrebbero riservare a nostro Signore in Croce, non è da ritenersi tale. La Chiesa nella sua storia ha sempre svolto un ruolo didattico attraverso l’arte, e questo perché il fedele spesso non aveva gli strumenti culturali ed intellettuali per comprendere, e soprattutto leggere, le Sacre Scritture.

Ecco perché la domanda che guida il nostro giudizio è: “Tutto questo è per una maggior Gloria di Dio?”. E ancora: “Qual è la funzione delle raffigurazioni oscene ed oltraggiose aventi ad oggetto Gesù e la Madonna, se non quella di scandalizzare i piccoli?”.

I “piccoli” di cui parla Gesù nel Vangelo sono in primis i nostri figli, che educhiamo con tanta fatica; che teniamo lontani dalla pornografia dilagante nella società di oggi; che incoraggiamo a venire a Messa perché la Fede ci ha cambiato la vita per sempre; che vorremmo appassionare all’arte, quella vera e veramente “sacra”, che suscita sentimenti di abbandono e fiducia nel Signore. Infine sono “piccoli” anche le persone che non credono, a cui dobbiamo dare risposte convincenti perché ci chiedono di essere seri ed autentici, senza timidezze e tentennamenti di alcun genere. Non scandalizzate questi nostri piccoli: siate Chiesa, siate Madre che, come sposa di Cristo, gli rimane fedele e ha cura dei suoi figli.

In conclusione, chiediamo quindi al Vescovo Erio Castellucci e ai curatori della mostra la chiusura immediata di quest’ultima, a maggior ragione essendo in questo tempo sacro di Quaresima che ci prepara alla Passione e Resurrezione di Nostro Signore. Poiché la Fede in Cristo è ciò che abbiamo di più caro nella nostra Vita, sabato pomeriggio un gruppetto di noi si troverà di fronte alla Chiesa di Sant’Ignazio a volantinare e saremo disponibili per un confronto e un dialogo con le persone che avranno visto la rappresentazione per riflettere insieme sulle intenzioni della mostra.

Marta Polia (martapolia94@gmail.com)
Chiara Verrini
Benedetta Pari

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