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Quando la fede diventa sociologia

Da qualche tempo pullulano testi di autori di cattolici e non che analizzano il cristianesimo esclusivamente sotto il profilo sociologico. 1

In queste analisi si insiste nel dire che ormai siamo in una civiltà che viene definita post- cristiana. Tuttavia mi chiedo: cosa dovrebbe venire dopo il Cristo? Quale sarebbe la prossima novità? Che cosa avrebbe da aggiungere alla bellezza e alla grandezza della novità cristiana? Non condivido tale visione, benché mi renda perfettamente conto che non viviamo più – da molto tempo ormai – in un societas cristiana.

Cosa fare quindi dinanzi alle continue defezioni di cattolici che chiedono lo “sbattezzo” (vedi in Germania!), al calo continuo della partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa tanto da portare alcuni a parlare di «prima generazione incredula»2? Cosa fa’ la Chiesa Cattolica per non perdere il poco terreno che ha ancora sotto i piedi? Pensa di dover risolvere i grandi problemi che affliggono la nostra società insistendo su alcuni temi: l’immigrazione, la questione ecologica, la necessità della pace, la lotta alle varie forme di ingiustizia e schiavitù e via discorrendo. Non sto dicendo che la Chiesa non dovrebbe interessarsi di tali questioni. Il problema nasce quanto si affrontano tali questioni senza una prospettiva di fede, in una parola senza il Cristo!

Interessante quanto dice il Compendio della dottrina sociale della Chiesa: «La dottrina sociale è parte integrante del ministero di evangelizzazione della Chiesa. Tutto ciò che riguarda la comunità degli uomini — situazioni e problemi relativi alla giustizia, alla liberazione, allo sviluppo, alle relazioni tra i popoli, alla pace — non è estraneo all’evangelizzazione e questa non sarebbe completa se non tenesse conto del reciproco appello che si fanno continuamente il Vangelo e la vita concreta, personale e sociale dell’uomo»33.

Chiaro no? «La dottrina sociale è parte integrante del ministero di evangelizzazione della Chiesa». È parte integrante della evangelizzazione! Questo è il primo irrinunciabile compito della Chiesa: la Missione! Ovvero far conoscere il Cristo! Portare a Lui l’umanità dispersa! Non vi sarà autentica giustizia senza il Cristo, non vi sarà pace duratura senza il Cristo, non vi sarà assenza di conflitti e schiavitù senza il Cristo! Senza dimenticare che nostro Signore non è venuto anzitutto a liberarci dai mali che affliggono la nostra società, ma da ogni forma di peccato che distrugge e corrompe il legame della nostra anima con Dio! La lontananza da Dio, è il più grave disastro che ci “attira” -per così dire – i tanti mali della nostra società.

Sinodo sulla sinodalità

Per concludere: vediamo che la Chiesa viene analizzata dagli osservatori interni ed esterni come “fenomeno sociologico” in cui l’elemento soprannaturale è pressoché assente. E tuttavia, anche la Chiesa sembra risolvere la sua missione in una dimensione tutta mondana entro cui cerca di combattere i mali di questo mondo. Mi fece molto riflettere l’omelia di un Principe della Chiesa che così descriveva il servizio petrino: «gli ultimi Pontefici sono stati artefici di tante iniziative benefiche anche verso i popoli e la comunità internazionale, promuovendo senza sosta la giustizia e la pace». Iniziative benefiche? È così che abbiamo trasformato il Vicario di Cristo nel “grande benefattore dell’umanità?”. È così che abbiamo trasformato la Chiesa Cattolica in una «ONG?».

No tutto questo è troppo poco, è conseguenza della perdita della fede, di uno sguardo che non va oltre il naturalismo. È una fede senza Cristo, una fede appiattita ad un livello meramente sociologico.


  1. Per fare solo due esempi: B. Salvarani, Senza Chiesa e senza Dio, Laterza, Bari 2023; D. Fusaro, La fine del cristianesimo, Mondadori, Milano 2023 ↩︎
  2. A. Matteo, La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede, Rubettino, 2008 ↩︎
  3. Pontificio consiglio della giustizia e della pace, Comp. Dott. Sociale della Chiesa, n. 66 ↩︎

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2 risposte a “Quando la fede diventa sociologia”

  1. Avatar Marcello
    Marcello

    Analisi arguta e pragmatica veramente apprezzabile.Complimenti!

    1. Avatar Redazione

      Grazie! Facciamo del nostro meglio per portare contenuti edificanti.

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