Scrivo due parole sul tema perché da qualche giorno sul web e sui social si sono sollevate diverse voci preoccupate o arrabbiate in risposta al trattamento ricevuto dai cattolici partecipanti al pellegrinaggio “Ad Petri Sedem”, amanti della Messa in Rito Antico che pregando per la Chiesa e per il Papa ogni anno organizzano questo evento di comunità, comunione e preghiera. Vorrei scrivere la mia opinione, perché credo che non ci sia piena chiarezza riguardo a ciò che è successo. Noi c’eravamo, con la nostra famiglia, i bimbi e cari amici.
Partiamo da un presupposto: gli ambienti tradizionali in piena comunione con la Chiesa sono chiaramente perseguitati e trattati diversamente da tanti altri ambienti, spesso in errore manifesto rispetto a ciò che la Chiesa insegna. Di questo è fondamentale prendere consapevolezza. E’ superfluo sottolineare come addirittura ospiti non cattolici, come gli anglicani (vedasi la “vescova” Mullay ricevuta con onori in Vaticano ad impartire “benedizioni” a cardinali e vescovi cattolici) e i musulmani (vedasi l’ambigua iniziativa della CEI di Zuppi riguardo alle schede per conoscere meglio l’Islam) vengano ricevuti senza problemi e con grande disponibilità. E’ ulteriormente fonte di grande dispiacere vedere anche come è stata trattata la Fraternità di San Pio X soprattutto nei mesi antecedenti la ben nota scomunica giunta per mano del Dicastero per la Dottrina della Fede. Senza entrare nel merito della questione in sé, a ripetute richieste di incontro con il Santo Padre è stato risposto di no, o sono stati semplicemente ignorati.
Tornando al tema dell’articolo; in questi giorni le critiche alle gerarchie ecclesiastiche sono state dovute a cambiamenti dell’ultimo secondo che sarebbero stati dovuti a divieti da parte del Vaticano. In primo luogo sarebbe stato vietato l’ingresso in San Pietro senza fornire alcuna spiegazione, con una lettera risalente al 30 settembre. Questo fatto, tuttavia, è stato comunicato dagli organizzatori del pellegrinaggio solamente poco prima dello stesso. In secondo luogo alcuni lamentano che la Messa in Santa Maria Maggiore prevista per il sabato, presieduta da S.E. l’arcivescovo Athanasius Schneider è stata celebrata come Messa Prelatizia (quindi la più “bassa” delle messe) a causa di un divieto delle gerarchie ecclesiastiche di celebrare una messa solenne, come sarebbe stato da programma.
Ho provato a fare una piccola ricerca per capire se tutto ciò fosse vero. Partiamo dalle cose più semplici: in seguito alla confusione e allo scandalo scaturito sui social e sul web dopo gli eventi, gli organizzatori stessi del pellegrinaggio hanno emesso un comunicato stampa ufficiale che chiarisce alcune cose.
Innanzitutto pare che la Messa in Santa Maria Maggiore fosse stata richiesta in quel formato sin dall’inizio, come riferito nel comunicato stampa:
“[…] E’ stato chiesto e ottenuto il permesso per una Messa letta prelatizia (pontificale) a Santa Maria Maggiore. Il Coetus ha avuto il privilegio di poter celebrare una Messa lì di sabato, cosa che normalmente non è concessa ai gruppi di pellegrini. È stata assegnata una fascia oraria molto ragionevole e la Messa si è conclusa intorno alle 16:15, come previsto. Il Cardinale Arciprete, i sacrestani e la sicurezza della Basilica sono stati tutti molto disponibili, e siamo loro profondamente grati. I sacerdoti domenicani, il cui compito è confessare nella Basilica, si sono messi a disposizione dei pellegrini.”(Press Release from Una Voce International (FIUV)
‘Ad Petri Sedem’ Pilgrimage 2026
Monday, 26th October 2026 — ROME, ITALY)
La questione della messa, quindi, alla luce del comunicato stampa degli organizzatori stessi dovrebbe essere risolta: non c’è stato alcun divieto, salvo prova contraria.
Rimane la questione del pellegrinaggio. Sembrerebbe che la comunicazione da parte del Vaticano sia avvenuta in tempi normali, come sottolinea l’organizzatore di pellegrinaggi da 20 anni e cattolico tradizionalista Mountain Butorac, creator e agente di viaggi americano basato a Roma e gestore della pagina Instagram The Catholic Traveler, che anzi lamenta il fatto che in genere per simili richieste ha dovuto muoversi molti mesi prima rispetto a quanto risulta dalla foto della lettera (resa pubblica) di risposta della Segreteria di Stato ove vi è scritto che la richiesta da parte degli organizzatori è datata 8 settembre 2026, quindi appena 1 mese e mezzo prima del pellegrinaggio (l’articolo prosegue sotto le foto).


Il problema principale quindi sarebbe che il Vaticano non ha fornito alcuna ragione per il rifiuto, ma ciò non presuppone automaticamente ostilità (in questo caso) nei confronti dei tradizionalisti. Anzi, vi potrebbero essere i presupposti per riscontrare piuttosto una cattiva organizzazione del pellegrinaggio.
Potrete obiettare: perché scrivere tutto questo e concentrarsi su dettagli che potrebbero sembrare poco importanti? Perché secondo me invece è importante, come ha detto il Vescovo Schneider durante l’omelia del sabato a Santa Maria Maggiore, “non coltivare alcuna amarezza” ma piuttosto custodire nel nostro spirito i frutti che la messa secondo il rito antico dovrebbe produrre in ciascun fedele se vissuta bene: i frutti del sacrificio eucaristico! Pace spirituale, amore, fortezza, prudenza…Forse quest’ultima è un po’ mancata viste le reazioni scandalizzate di tanti di noi. La messa in rito antico secondo me è il modo migliore di partecipare al sacrificio eucaristico proprio perché la reverenza, la cura che vi sia solo Dio al centro di tutto, il simbolismo, i canti…tutto quanto indica un solo punto centrale di tutta la liturgia: il sacrificio di Cristo sulla croce. E’ per questo che produce così tanti frutti spirituali. Se ci facciamo confondere e annebbiare la vista della meta da polemiche incerte, se il rito antico e l’attaccamento alla tradizione diventano occasione frequente di giudizio temerario, se i soprusi e le persecuzioni ci tolgono la pace e alimentano rabbia, allora siamo come frecce scoccate dall’arco migliore e dal miglior arciere che non colpiscono neanche il bersaglio, figuriamoci il centro.
Se mi sbaglio, e le cose sono andate diversamente rispetto a ciò che è disponibile sul web come unica prova a dimostrazione della sequenza di eventi, sono ovviamente pronto a rivedere tutto. Anche perché la persecuzione, come ripetutamente sottolineato in questo articolo, c’è. Ma non può diventare scusa o ragione per noi per allontanarci dalla vera meta.
Viva Cristo Re,
Ave Maria.




