Nello specifico, quella dei cristiani a quanto pare…

Oggi la Corte Suprema Finlandese ha emesso una preoccupante sentenza mista nel caso della parlamentare Päivi Räsänen. Paivi è una politica finlandese, presidente dei Democratici Cristiani Finlandesi dal 2004 al 2015, è stata Ministro dell’Interno della Finlandia tra il 2011 e il 2015.
Dopo quasi sette anni di procedimenti giudiziari, la Corte l’ha dichiarata COLPEVOLE di «incitamento all’odio» per un opuscolo ecclesiastico da lei redatto oltre 20 anni fa. La sentenza definitiva è stata emessa con il margine più risicato possibile: tre voti contro due.
Il vescovo luterano Juhana Pohjola è stato condannato insieme a Päivi per aver pubblicato l’opuscolo per la loro chiesa.
Allo stesso tempo, la Corte Suprema ha assolto all’unanimità Päivi per il suo tweet del 2019 contenente un versetto della Bibbia. Inoltre, era già stata assolta in precedenza per un dibattito radiofonico del 2019.
Sebbene le due assoluzioni siano giuste, la condanna per la pubblicazione di un opuscolo vecchio di decenni segna un giorno buio per la libertà di espressione.
La Corte ha ritenuto Päivi e il vescovo colpevoli di «aver reso accessibile al pubblico un testo che insulta un gruppo». La loro condanna rientra nella sezione «Crimini di guerra e crimini contro l’umanità» del codice penale finlandese.
Il tribunale ha inflitto sanzioni pecuniarie di diverse migliaia di euro e ha disposto che le dichiarazioni contestate contenute nell’opuscolo fossero «rimosse dall’accesso pubblico e distrutte». La cosa sorprendente è che che il tribunale he effettivamente riconosciuto che il contenuto dell’opuscolo non incitava alla violenza o all’odio, eppure ha comunque ritenuto Päivi e il vescovo colpevoli.
La sentenza invia un messaggio profondamente preoccupante: che l’espressione pacifica delle proprie opinioni in pubblico possa portare a una condanna penale.
«Sono sconvolta e profondamente delusa dal fatto che la Corte non abbia riconosciuto il mio diritto umano fondamentale alla libertà di espressione. Rimango fedele agli insegnamenti della mia fede cristiana e continuerò a difendere il mio diritto, e quello di ogni persona, di condividere le proprie convinzioni nella sfera pubblica», ha dichiarato Päivi.
Questa non è la fine del percorso. La lotta per difendere la libertà di parola in Europa e oltre continua, e questo caso sottolinea perché sia più importante che mai opporsi con fermezza alle cosiddette leggi contro l’“incitamento all’odio”, la cosiddetta “hate speech”.
Queste leggi pericolose soffocano il dibattito pubblico e rappresentano una grave minaccia per le società libere e democratiche. Devono essere eliminate dai nostri codici.
La think thank ADF International si è occupata del caso, e continua ad essere in prima line nella difesa della libertà di espressione e dei valori cristiani nel mondo, sul piano legale, medico e oltre.
«Sto chiedendo una consulenza legale su un possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Non si tratta solo della mia libertà di parola, ma di quella di ogni persona in Finlandia. Una sentenza positiva contribuirebbe a impedire che altre persone innocenti subiscano lo stesso calvario per il semplice fatto di condividere le proprie convinzioni», ha dichiarato Päivi.
Tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte di bene nella battaglia per i valori non negoziabili, battaglia che è più che mai nel pieno della sua violenza, come dimostrato da questo articolo e del clima culturale e ideologico in cui viviamo.


